|
|
Equitazione Naturale
Rispetto, Comunicazione, Rispetto, Rispetto, Rispetto...  |
L'ARTE MODERNA DI DOMARE I CAVALLI SELVAGGI  |
J.Solomon RAREY, "L'ADDOMESTICATORE DI CAVALLI"
Ristampato dall'Edizione Americana
LONDON: G. ROUTLEDGE & CO. FARRINGDON STREET - 1858 |
 |
Traduzione italiana di "The modern art of taming wild horses", di J. S. Rarey
by Alessandro Brollo e Annalisa Parisi |
|
|
|
Prefazione all'edizione italiana a cura di HUERTECILLA  |
"... Si deve comprendere che Rarey viveva della propria arte e che come conseguenza della natura umana solo lo spettacolo di una rapida risoluzione dei problemi di cavalli problematici gli faceva guadagnare denaro, mentre il suo vero genio consiste nella comprensione della natura del cavallo come specie animale.
Nonostante che il suo metodo di desensibilizzazione d'urto (flooding) abbia, da allora, avuto una conferma su solide basi scientifiche dalle ricerche dei comportamentisti sull'iperstimolazione, si tratta di una misura estrema per cavalli realmente problematici.
Questa tecnica di risolvere seri problemi è stata la chiave per la sua fama e testimonia la sua profonda conoscenza del cavallo, ma non deve essere considerata nulla più di questo.
Il vero valore del suo lavoro sono le regole di base solidissime e incredibilmente importanti che ci dà nella prima parte della sua opera. Si tratta di di una comprensione profonda del cavallo che ci aiuta a fare quello che facciamo tagliandolo su misura sull'essenza del cavallo:
- ai cavalli dev'essere richiesto solo quello che capiscono e che sono in grado di fare.
- i cavalli non devono rendersi conto di quanto sono forti.; per rendere il concetto con una terminologia moderna, non devono sperimentare successi indesiderati.
Il secondo principio ha implicazioni notevolissime: esclude la possibilità di "tentare". Tentare implica la possibilità di fallire, ed è esattamente QUESTO che è cruciale evitare.
Entrambi i principi sono importanti ed il primo è facile da capire e da applicare. Il secondo è almeno altrettanto importante del primo e ha profonde conseguenze sul modo in cui ci relazioniamo con il cavallo OGNI GIORNO. Una buona horsemanship non significa risolvere i problemi ma evitarli, prevenendoli.
Questo è il reale valore del lavoro di John Solomon Rarey.
|
|
Traduzione italiana di "The modern art of taming wild horses", di J. S. Rarey
a cura di Alessandro Brollo e Annalisa Parisi |
E' solo grazie al preziosissimo supporto di Alex Brollo che abbiamo deciso di tradurre in italiano questa edizione del testo di J. Solomon Rarey edita nel 1858. Avevo più volte letto qua e là di questo "precursore" dell'Equitazione Naturale... ma mai e poi mai avrei immaginato che fosse lui la fonte principale del fenomeno.
Scoperta folgorante fin dalle prime righe... l'equitazione coniata negli ultimi venti anni, quella che oggi è etichettata come una pratica riferibile ai cosiddetti "sussurratori, doma dolce, equitazione naturale..." (non foss'altro per quel che di magico racchiude), riprende e rielabora TUTTI i concetti citati in questo mini saggio di trenta pagine.
Succinto, sintetico ma nondimeno esaustivo, Rarey racchiude nel libercolo tutti i segreti e le problematiche "dolcemente bisbigliate nelle orecchie turbate dei cavalli"... tecnica ed arte, teoria e pratica... espedienti elaborati in funzione di un'Equitazione con la E maiuscola, che già alla metà dell'800, nella patria dei cow-boys (dettaglio non trascurabile), teneva non poco conto e considerazione della reale natura del cavallo e del rapporto di gran lunga "qualitativo" che si poteva ottenere fondando l'addestramento sul rispetto che l'uomo doveva al cavallo e viceversa.
La scelta di tradurlo e di pubblicarlo on-line non è stata casuale: il nostro intento comune è quello di far sì che il manuale nella sua versione italiana circoli il più possibile al solo fine di "divulgare" ed ampliare la cultura equestre, affermare l'Equitazione Naturale su larga scala, ed evitare di parteggiare per questo o per quell'altro metodo di addestramento, sempre tenendo nella massima considerazione e come aspirazione la culturalizzazione universale anzichè scegliere di rimanere vincolati ad insegnamenti particolari che, se circoscritti a se stessi, non fanno altro che creare soltanto l'ennesimo modello più o meno trendy (limite temporale notevole) poco orientato verso lo sviluppo della ricerca e l'affermazione della conoscenza, che invece dovrebbe essere l'obiettivo verso cui TUTTI, uomini di cavalli, appassionati e semplici curiosi... dovrebbero "universalmente" tendere!
(Annalisa Parisi)
******
Cercando il modo di interpretare con un buon OCR le immagini di pagine di antichi libri di equitazione disponibili sul web, ho chiesto aiuto agli amici della lista mail di wikipedia, e uno di loro mi ha segnalato il Progetto Recaptcha (http://recaptcha.net/): un'idea geniale per mettere al lavoro migliaia di umani, spesso inconsapevoli, nell'interpretazione di parole che i programmi OCR non sanno riconoscere, e coinvolgerli in un grande progetto di digitalizzazione di vecchi libri, così... una parola alla volta!
Approfondendo quel suggerimento, ho scoperto una bella biblioteca virtuale, (http://www.archive.org), e cercando "Horsemanship", eccolo lì il famoso libretto di J.S. Rarey, che avevo visto citato qua e là... non risultava una traduzione italiana, avendo tra l'altro da poco scoperto Documenti Google, straordinario strumento web per lavorare contemporaneamente a più mani, avevo avuto da poco uno scambio di email con Annalisa Parisi.... perchè non tradurre il libretto in italiano, lavorando insieme in questa modalità!?!
Qualche settimana di lavoro a quattro mani, a tempo perso... e il gioco era fatto!
(Alessandro Brollo)
|
UN'OPINIONE DIFFUSA FRA GLI UOMINI DI CAVALLI (tratto dal saggio di Rarey) |
"... è opinione largamente prevalente fra gli uomini di cavalli che il senso dell'olfatto sia quello principale nel cavallo. E Faucher, come altri, a seguito di quella opinione fornisce ricette di oli fortemente aromatici, eccetera, per domare il cavallo, talora usando le castagne delle sue gambe, che vengono seccate, macinate in polvere, e soffiate nelle sue narici, talora usando l'olio di rodio, di origano ecc., noti per il loro forte odore; e talora profumano la loro mano con il sudore della loro ascella, o soffiano il loro fiato nelle narici del cavallo, ecc. ecc. Tutte queste cose, appena l'odore svanisce, non hanno alcun effetto né nell'ingentilire il cavallo, né nel suggerirgli qualsiasi idea; tuttavia i gesti che accompagnano questi sforzi, il fatto di maneggiarlo, di toccarlo vicino al naso e alla testa, e di dargli delle pacchette amichevoli, come vi istruiscono a fare dopo somministrati i prodotti, possono avere un effetto veramente notevole, che loro attribuiscono falsamente agli ingredienti usati. E Faucher, nel suo lavoro intitolato "The Arabian Art of Taming Horses," pag. 17, ci dice come abituare un cavallo a un mantello, somministrandogli certi prodotti nelle narici; e continua dicendo che questi prodotti devono essere applicati per prima cosa al naso del cavallo, prima che cerchiate di domarlo, per avere successo.
Ora, lettore, puoi tu, o può chiunque altro, darci una singola ragione per cui un profumo dovrebbe trasportare nella mente del cavallo una qualsiasi idea di cosa vogliamo che faccia? Se no, allora, ovviamente, nessun forte aroma di alcun tipo ha il minimo effetto nella doma di un cavallo non domato. Poiché, qualsiasi cosa che otteniamo che lui faccia di buon grado, dev'essere accompagnato da un qualche mezzo che trasporti la nostra idea nella sua mente. Io dico al mio cavallo: "Go; long!"e lui procede; "Ho!" ed egli si ferma perché queste due parole, delle quali ha imparato il significato dal tocco della frusta e dalla trazione delle redini che all'inizio le hanno accompagnate, trasportano nella sua mente le due idee di procedere e di fermarsi.
Né Faucher, né chiunque altro, potrà mai insegnare niente a un cavallo con un solo aroma.
Quanto a lungo pensate che un cavallo debba star fermo ad annusare un flacone di olio prima che impari a piegare il ginocchio e a fare un inchino al vostro comando, o "Va là e prendi il tuo cappello", oppure "Vieni qui e distenditi"? Vedete quindi l'assurdità di domare il cavallo attraverso ricette di prodotti da annusare, o di medicine da somministrargli, di qualunque tipo.
La sola scienza che è mai esistita al mondo, relativa alla doma dei cavalli, e che abbia un qualsiasi valore, è il metodo che li prende nel loro stato naturale e ne aumenta l'intelligenza." |
| |
| |
|
|
| |
www.naturaliter.altervista.org |
| |
|
|
|
|