"Entrare nella foresta senza muovere un filo d'erba, entrare nell'acqua senza increspare la superficie, addestrare un cavallo senza usare la forza"
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(Anonimo Cinese 1000 d. C.) |
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Cavallo e Natura * * |
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"[...] Un milione di anni prima dell'uomo pascolavano sulle vaste praterie solitarie vivendo di voci che solo loro riuscivano ad ascoltare. Sin da quel primo momento del Neolitico in cui un cavallo veniva imbrigliato, ci furono degli uomini che l'avevano intuito; essi potevano vedere nell'animo di quelle creature e lenire le ferite che vi trovavano.
I segreti dolcemente bisbigliati
nelle orecchie turbate...
Questi uomini erano conosciuti
come i Sussurratori..." |
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"L'uomo sarebbe rimasto uno schiavo se il Cavallo non lo avesse reso un Re"
(Elwyn Hartley Edwards)
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Equitazione Naturale
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La via della "Monticazione" - 15 giugno 2008
da Paganica a Campo Imperatore (AQ) |
Km. 40 circa - 6 ore di percorrenza -
Sveglia all'alba. L'orologio, con la sua musichetta, parte preciso all'ora programmata 5,30. Alzataccia... però, facendo il calcolo all'inverso, il tempo per un caffè, lavarsi, vestirsi, uscire di casa ed andare a preparare i cavalli per partire dalla piazzetta di S.Antonio a Paganica per le 7.00 in punto! Colazione anche per i cavalli, due “paginette” di buon fieno di erba medica che suscitano l''appetito e l'acquolina di tutti i cavalli del maneggio in attesa di essere governati. Finalmente si parte. Alla Piazzetta di S. Antonio, troviamo il gruppo dei marciatori del CAI capitanato da Fernando Galletti, comprovato organizzatore, che inizia l'appello degli astanti. Ci siamo tutti o quasi? Ok. Partiamo da 690 s.l.m.
Io e Kathrin, con le due fide cavalle Faiza ed Urania, e Greta, la cagnetta di Kathrin, in testa al gruppo ad aprire anche quest'anno “ La Via della monticazione”.
La prima salita, passando per Via delle Rocce è di ragguardevole pendenza, mette già a dura prova i muscoli ancora freddi di uomini ed animali. La giornata si presenta buona sotto il profilo meteorologico, è sereno e c'è una lieve brezza che da sollievo. Incontriamo una piccola mandria di mucche. Una in particolare é incuriosita dalla presenza di due cavalli. Forse è giovane, per cui nel dubbio di una invasione territoriale, pensa bene di caricarci. Il pronto intervento dei proprietari scongiura un'azione combinata da “ Team Penning”. Arriviamo a Filetto, paesino alle falde del Gran Sasso a m. 1070 s.l.m., ci aspetta il gruppo di appoggio con “zampanella” e buon vino. Per chi legge e, non ha avuto modo di assaggiare, la zampanella è un piatto tipoico fcomposto da ottimo pane casereccio, bagnato in poca acqua, condito con pomodori freschi ed insaporito con profumato origano, olio extra vergine e sale. Il tempo di assaporare questa bontà, riprenderci un po' e si riparte per la successiva tappa al successivo fontanile. Passando dinanzi ad una abitazione, infiocchettata a dovere per il matrimonio che si celebrerà in giornata, veniamo calorosamente accolti dai proprietari con caffè bollente e dolcetti di ogni tipo, tappa obbligatoria e di buon augurio per gli sposi.
Da questo punto ci si arrampica per arrivare al valico che dà sulla Piana di Fugno di Filetto (m. 1371 s.l.m.). L'Arrampicata, soprattutto per i cavalli è di notevole impegno. Bisogna che abbiano piedi forti e sicuri, grande senso di equilibrio e forza nelle zampe. Le nostre fide amiche non ci deludono, si arrampicano con maestria degna di uno stambecco….brave veramente brave. Uno scheletro di mucca brilla al sole. Sarà morta già da un bel po', non è rimasto nulla se non le ossa bianche perfettamente pulite. Il pulmino di appoggio, che segue il gruppo carica, intanto, qualcuno che, troppo stanco, preferisce non esagerare.
Finalmente arriviamo al valico, qui ci aspettano gli amici della Guardia Forestale Livio e Tito, con i loro neri Murgesi, Ovvio e Petunio. Quest'ultimo non gradisce molto la presenza di Faiza alla quale fa capire subito che deve stare lontana.
Insieme, proseguiamo nella salita verso la Piana di Campo Imperatore. La pianura si apre davanti a noi in tutta la sua vastità. In lontananza si vedono centinaia di capi di bestiame che pascolano nel verde reso particolarmente rigoglioso dalle quasi quotidiane piogge. Abbiamo visto dei fiori di una bellezza indescrivibile, di ogni specie e colore. Tinte che vanno dai gialli all'arancio dal blu all'indaco ed al violetto. Profumo di fiori ovunque. Da rimanere senza fiato.
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Tra i vari capi di bestiame vi sono branchi di cavalli allo stato selvaggio con stalloni in libertà. Portando con noi due femmine c'è stata non poca preoccupazione. Comunque, anche grazie alla presenza dei nostri esperti amici della Forestale, è andato tutto tranquillo e ci siamo messi al galoppo sulla piana. Non si può descrivere la sensazione che si prova galoppando nel cuore della pianura, bisognerebbe provare. Svalichiamo l'ultima collinetta, siamo arrivati. I ruderi di S. Egidio (m. 1681 s.l.m.) sono lì e, soprattutto, gli altri amici che aspettano il nostro arrivo. Dopo una decina di minuti vediamo arrivare due arrampicatori storici di Paganica, Bruno e Berardino. Abbiamo saputo proprio da Berardino che è partito con un'ora di ritardo sul gruppo. Tempo dieci minuti ed arriva il gruppo. Siamo tutti un po' stanchi, ma felici. C'è ad attenderci un buon piatto di pasta e fagioli, cucinato con tutti i criteri, mezze maniche al pomodoro, lenticchie e salsicce ed in ultimo grazie ai nostri cercatori di funghi è stato improntato un piatto a base di pasta, olaci e funghi. Campo Imperatore è meta dei cercatori di funghi ed olaci (Olaci: specie selvatica di spinacio, cresce nello stazzo delle pecore). Il pranzo allietato dal suono del “ddu botte”, abilmente suonato da un ragazzo, prosegue tra racconti e storielle. E' ora di tornare. Gli amici del CAI riscendono col pulmino, noi ripercorriamo la Fossa di Paganica con i cavalli estremamente eccitati, la via del ritorno a casa stimola le nostre amiche ad un'andatura più che spedita. Fatichiamo non poco a tenerle.
Il trailer ci raggiunge e finalmente torniamo a casa anche noi.
Ma sapete in verità a chi va il premio del miglior scalatore? A Greta e a Pepe, (cagnetto nero peloso al seguito dei marciatori del CAI) che, nonostante la loro piccola mole, hanno percorso tutti i 40 Km. che collegano Paganica ai Ruderi di S. Egidio. Piccoli grandi amici.
Ci rivedremo l'anno prossimo e, magari, con tanti altri compagni d'avventura.
(Emilia Cetta)
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La via della "Monticazione" |
Fin dall'epoca preistorica l'uomo ha utilizzato nel periodo estivo le praterie in quota per il pascolo del proprio bestiame. Le mandrie di bovini che trascorrono l'autunno e l'inverno nelle stalle di pianura, con l'arrivo della primavera vengono spostate sui pascoli alpini. La transumanza fino a non pochi anni fa, avveniva interamente a piedi mentre oggi, per gli spostamenti più lunghi, il bestiame viene caricato su speciali autotreni. Il periodo di alpeggio va da giugno a ottobre (da S. Giovanni a S. Michele). Nei primi giorni le mucche vengono fatte pascolare sui pascoli più bassi, dove l'erba è già ben sviluppata. Un razionale sfruttamento del pascolo prevede che gli animali consumino interamente l'erba di una porzione di pascolo prima di essere spostati. Con il trascorrere del tempo l'erba cresce anche a quote più elevate e le mandrie vengono spostate via via più a monte.Ove esiste una stazione di alpeggio più alta, a fine luglio, tutta l'azienda agricola si trasferisce a una quota di 1900- 2100 m per uno o due mesi. In questo modo vengono sfruttati i pascoli naturali fino a 2300 m e oltre. A partire da settembre le mucche ritornano per un mese nei pascoli più bassi dove nel frattempo è nuovamente cresciuta l'erba. Nel passato lo sfruttamento del pascolo era rigoroso e completo. Adesso le frazioni montane sono disabitate ed anche sul fondo valle si è ridotto il numero degli allevamenti zootecnici. Vi è la tendenza ad utilizzare in modo a volte eccessivo i pascoli più accessibili con conseguente degrado della cotica erbosa per il notevole carico di bestiame, mentre sono sotto-utilizzati i pascoli più lontani dai fabbricati d'alpeggio, così come, per facilità di conduzione, vi è un aumento di ovicaprini e di bovini in asciutta e una diminuzione delle vacche in lattazione.
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per saperne di più:
MARITANO GUIDO MAURO, "Alla ricerca dei pascolo migliori. Transumanza e pastorizia tra pianura e montagna", Edizioni Arti Grafiche San Rocco |
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La via della "Monticazione" all'Aquila |
Domenica 15 giugno “Via della Monticazione” nel Parco Nazionale Gran Sasso Monti della
Laga. Organizzata dal socio AE Fernando Galletti, è diventata una classica. L’itinerario storico
paesaggistico, si snoda da Paganica ai ruderi di Santo Egidio ed fa parte di un sistema di itinerari che si intrecciano tra loro, ripercorrendo le antiche vie della transumanza, lo spostamento stagionale delle greggi che per millenni ha caratterizzato fortemente l’ambiente e la cultura abruzzese, riscoprendo i luoghi che ancora conservano evidenti tracce dell’antico percorso:
ITINERARIO:
Chiesa di S. Maria degli Angeli popolarmente detta di S. Antonio, Paganica (650 m)
Casa Nuova (818 m) - Fonte Verrone (799 m) - Preta Liscia (894 m) - Palmarola (924 m) Madonna delle Grazie (1064 m) - Filetto (1064 m) - Fonte Bella - S. Eusanio (1399 m) - Piano di Fugno (1371 m) - Fonte Pitraguardia (1500 m) - Valle Vallettona - Sella della Fossa di Paganica (1760 m) - Fossa di Paganica - Ruderi di S. Egidio (1680 m). |
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Nei secoli scorsi ogni 13 giugno ci si ritrovava a S. Antonio dove si espletavano severi controlli sul bestiame, si effettuava la marchiatura dei capi e si era pronti per la "transumanza verticale". Ci si riuniva in gruppi da dieci a venti armenti per partire subito dopo la mezzanotte proprio da Sant'Antonio, attraversando tutte quelle suggestive località come Fonte dell'Abbate, Casa Nuova, Fonte Bella, Ruderi di Sant'Eusanio, Piani di Fugno, Lago di filetto, Pendici Costa Aronna, Fonte di Pietra Guardia, Sella della Fossa di Paganica, fino ai Ruderi di Sant'Egidio. Vista l'importanza di questa attività per il sostentamento delle popolazioni rurali, tutto ciò veniva dettagliatamente regolamentato da norme appositamente emanate per assicurare il corretto svolgimento dell'attraversamento dei territori di altri paesi e la permanenza del bestiame all'alpeggio fino ai mesi autunnali.
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www.naturaliter.altervista.org |
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