"Entrare nella foresta senza muovere un filo d'erba, entrare nell'acqua senza increspare la superficie, addestrare un cavallo senza usare la forza"
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(Anonimo Cinese 1000 d. C.) |
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Cavallo e Natura * * |
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"L'uomo sarebbe rimasto uno schiavo se il Cavallo non lo avesse reso un Re"
(Elwyn Hartley Edwards)
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Equitazione Naturale
Rispetto, Comunicazione, Rispetto, Rispetto, Rispetto...  |
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Un "Cow-boy" che ascolta i Cavalli:
Monty Roberts  |
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 Monty Roberts è famoso in tutto il mondo come “ L'uomo che ascolta i cavalli” – dal titolo della sua autobiografia, che è diventata un best-seller mondiale. Sin dall'infanzia si è occupato di cavalli, ha vinto otto volte il titolo di campione del mondo in rodeo, per cento volte ha arbitrato nelle mostre e nel 1988 il National Reined Cow Horse Associotion gli ha assegnato il titolo di Uomo dell'Anno. Roberts deve il successo della sua collaborazione con i cavalli soprattutto al metodo di addestramento privo di violenza - chiamato Join-Up® - che consiste nel comunicare con i cavalli utilizzando il loro stesso linguaggio non verbale ma fatto di gesti, chiamato EQUUS.
A partire dagli anni 90, Monty Roberts presenta il suo metodo durante le manifestazioni in tutto il mondo. Lo ha presentato anche a Sua Maestà la Regina Elisabetta II a Windsor, durante la Mostra Reale di Cavalli e anche negli Ippodromi Reali ad Ascot. |
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Monty Roberts: la saggezza del cavallo per l'uomo per imparare che la strada del rispetto è la migliore. |
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... "I metodi di Join–Up® si basano sul concetto che il cavallo e l'addestratore devono creare tra loro un legame di fiducia e di comunicazione reciproca. - “Bisogna capire che noi, come cavalieri, possiamo fare ben poco per insegnare al cavallo. Ciò che possiamo invece fare è creare un ambiente dove il cavallo può imparare.” – e ancora: “ si dice che le azioni parlino più forte delle parole, ma di solito non viviamo con successo seguendo questo insegnamento”. |
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..."Molti esperti nel campo dell'equitazione, come la regina Elisabetta, considerano il metodo di Monty Roberts incredibile e rivoluzionario. I metodi tradizionali insegnano ai cavalli a fare ciò che viene loro detto utilizzando il dolore e l'intimidazione. Monty invece punta sul lavorare insieme e non sul concetto di dominare. Per secoli gli uomini hanno detto ai cavalli: “fai quello che ti chiedo, altrimenti ti faccio del male”. “Io dico che nessuno ha il diritto di dire : “tu devi” ad un animale o ad un altro essere umano. “ – dice Monty.
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“Vi fu un tempo in cui gli uomini avevano grande disponibilità di tempo e potere di stabilire relazioni e conversazioni non solo fra uomini, ma anche con gli animali, facevano uso di tutte queste condizioni in funzione della filosofia, discorrendo appunto con loro e interrogando tutte le specie animate per sapere se una ve ne fosse che per una sua particolare capacità avesse mai potuto conoscere qualche cosa a tutto superiore nel procurare grande apporto al tesoro dell'intelligenza... è facile giudizio dire che quelli di allora incommensurabilmente eccellevano sugli uomini di ora" |
(Platone) |
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"J.Solomon RAREY, L'ADDOMESTICATORE DI CAVALLI" 
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Traduzione italiana di "The modern art of taming wild horses", di J. S. Rarey
a cura di Alessandro Brollo e Annalisa Parisi |
E' solo grazie al preziosissimo supporto di Alex Brollo che abbiamo deciso di tradurre in italiano questa edizione del testo di J. Solomon Rarey edita nel 1858. Avevo più volte letto qua e là di questo "precursore" dell'Equitazione Naturale... ma mai e poi mai avrei immaginato che fosse lui la fonte principale del fenomeno.
Scoperta folgorante fin dalle prime righe... l'equitazione coniata negli ultimi venti anni, quella che oggi è etichettata come una pratica riferibile ai cosiddetti "sussurratori, doma dolce, equitazione naturale..." (non foss'altro per quel che di magico racchiude), riprende e rielabora TUTTI i concetti citati in questo mini saggio di trenta pagine. Succinto, sintetico ma nondimeno esaustivo, Rarey racchiude nel libercolo tutti i segreti e le problematiche "dolcemente bisbigliate nelle orecchie turbate dei cavalli"... tecnica ed arte, teoria e pratica... espedienti elaborati in funzione di un'Equitazione con la E maiuscola, che già alla metà dell'800, nella patria dei cow-boys (dettaglio non trascurabile), teneva non poco conto e considerazione della reale natura del cavallo e del rapporto di gran lunga "qualitativo" che si poteva ottenere fondando l'addestramento sul rispetto che l'uomo doveva al cavallo e viceversa.
Qualche settimana di lavoro a quattro mani, a tempo perso... e il gioco era fatto!
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"Nell'Arte amo tutto ciò che è bello. Non credo ad una "scuola". Amo tutto ciò che è gaio, tutto ciò che è serio, tutto ciò che è grande. [...] Amo tutto a condizione che ciò che è grande sia veramente grande, che chiò che è piccolo sia piccolo, che ciò che è brillante sia brillante; TUTTO DEVE ESSERE VERO..." |
(da una lettera di G. Verdi al pittore Morelli) |
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