"Entrare nella foresta senza muovere un filo d'erba, entrare nell'acqua senza increspare la superficie, addestrare un cavallo senza usare la forza"
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(Anonimo Cinese 1000 d. C.) |
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Uomini di Cavalli e... |
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Cavalli e dintorni  |
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Cavallo e Natura * * |
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"[...] Un milione di anni prima dell'uomo pascolavano sulle vaste praterie solitarie vivendo di voci che solo loro riuscivano ad ascoltare. Sin da quel primo momento del Neolitico in cui un cavallo veniva imbrigliato, ci furono degli uomini che l'avevano intuito; essi potevano vedere nell'animo di quelle creature e lenire le ferite che vi trovavano.
I segreti dolcemente bisbigliati
nelle orecchie turbate...
Questi uomini erano conosciuti
come i Sussurratori..." |
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"L'uomo sarebbe rimasto uno schiavo se il Cavallo non lo avesse reso un Re"
(Elwyn Hartley Edwards)
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Equitazione Naturale
Rispetto, Comunicazione, Rispetto, Rispetto, Rispetto...  |
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LA VISIONE DI ALCE NERO (Uomo Sacro dei Sioux Lakota Oglala)
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... "Io guardai e vidi un cavallo baio davanti a me, che si mise a parlare: "Guardami!" disse "La storia della mia vita vedrai". Poi si voltò dalla parte dove tramonta il sole, e disse: "Guardali! La loro storia saprai!". Guardai e c'erano da quella parte dodici cavalli neri tutti in fila, uno accanto all'altro, con collane di zoccoli di bisonte, ed erano belli, ma io avevo paura, perché le loro criniere erano lampi e c'era il tuono nelle loro nari. Allora il cavallo baio si voltò dalla parte dove vive il grande gigante bianco (il nord) e disse: "Guarda!". E da quella parte c'erano dodici cavalli bianchi tutti in fila. Le loro criniere ondeggiavano come un vento di tormenta e dalle loro nari veniva un rumore scrosciante, e tutto intorno ai cavalli volavano in cerchi delle oche bianche. Poi il baio si voltò dalla parte dove il sole splende continuamente (l'est) e mi disse di guardare; e da quella parte c'erano in fila, uno accanto all'altro, dodici cavalli sauri, con collane di denti di alce, occhi che brillavano come la stella del mattino e criniere di luce dell'alba. Allora il baio si voltò per guardare dalla parte che ci sta sempre di faccia (il sud), e da quella parte c'erano dodici cavalli roani tutti in fila, con corna sulla testa e criniere che vivevano e crescevano come gli alberi e l'erba. E una volta che li vidi tutti, il cavallo baio disse:" I tuoi Avi siedono a consiglio. Questi cavalli ti porteranno; fatti coraggio". Allora tutti i cavalli si disposero in formazione, a quattro per fila - i neri, i bianchi, i sauri e i roani - tutti dietro il cavallo baio, che si voltò verso ovest e nitrì; e da quella parte a un tratto il cielo fu tutto una terribile tempesta di cavalli che balzavano, di ogni colore, e rispondevano al nitrito del baio facendo tremare il mondo. Poi rivolto verso il nord il cavallo baio nitrì, e da quella parte tutto il cielo rombò, scosso da un uragano di cavalli in corsa, di tutti i colori, che rispondevano al suo nitrito. E quando nitrì verso l'est, anche lì il cielo si riempì di nubi lucenti di criniere e code di cavalli di tutti i colori che rispondevano cantando. Poi chiamò verso il sud, e il sud si riempì di una folla di cavalli di ogni colore, che nitrivano felici. Allora il cavallo baio mi parlò di nuovo e disse: "Guarda come tutti i tuoi cavalli arrivano ballando!". Guardai e c'erano cavalli, cavalli dappertutto, un intero cielo pieno di cavalli che mi ballavano intorno!..."
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"Frederic Remington"
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«L'orrore che molti provano oggi all'idea di costringere altri esseri umani a lavorare sotto lo schiocco della frusta, come un tempo era costume in molte parti del mondo, è un orrore sincero, e un ritorno a quella pratica, nelle attuali condizioni sociali, non sarebbe mai approvato; ma non si prova alcun orrore all'idea di costringere un cavallo a lavorare a colpi di frusta, spettacolo a cui, anche in quest'epoca illuminata, si assiste in tutto il mondo civilizzato. Solo quando la fustigazione del cavallo-schiavo sarà universalmente e risolutamente messa al bando come quella dell'uomo-schiavo si potrà dire che la società sta davvero iniziando ad accorgersi di cosa realmente la crudeltà implichi, e qualche speranza della sua definitiva scomparsa sarà concepibile.» (George Riley Scott)
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Ottimismo e Simpatia: l'uomo è a cavallo... parola di Etologo!!! |
Due studi appena pubblicati confermano la "via del dialogo" nell'addestramento.
Doma Etologica?!?!? ... Un eccezionale articolo dell'etologo Danilo Mainardi pubblicato qualche mese fa dal Corriere della sera... >>> (leggi tutto) |
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ETOLOGIA (da Sapere.it) |
[ s. f. di solito sing.]
disciplina biologica che studia il comportamento degli animali (uomo compreso) per interpretare i moduli tipici di una specie, in relazione all'apprendimento, all'allevamento della prole, alla difesa territoriale ecc. L'etologia ha avuto origine dall'opera di alcuni naturalisti del sec. XIX, in particolare dell'inglese C. Darwin (1809-82), e dei primi anni del XX; la sua data di nascita ufficiale viene però fatta risalire agli anni '30 di questo secolo e all'opera di ricercatori come gli austriaci K. Lorenz (1903-89) e K. von Frisch (1886-1982) e l'olandese N. Tinbergen (1907-88), che ottennero il premio Nobel per la medicina nel 1973. L'etologia si differenzia da altre discipline che studiano il comportamento (come la psicologia, l'antropologia e la fisiologia) per l'impostazione prettamente biologica datale dai suoi fondatori (in quanto biologi, essi furono particolarmente consapevoli delle differenze sia strutturali, sia comportamentali esistenti tra le varie specie). Questa consapevolezza influenzò sia il metodo che essi adottarono (per es., nel sottolineare la necessità di fondare ogni ricerca su una base descrittiva molto solida), sia il tipo di quesiti a cui si proposero di trovare risposta. |
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"J.Solomon RAREY, L'ADDOMESTICATORE DI CAVALLI" 
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Traduzione italiana di "The modern art of taming wild horses", di J. S. Rarey
a cura di Alessandro Brollo e Annalisa Parisi |
E' solo grazie al preziosissimo supporto di Alex Brollo che abbiamo deciso di tradurre in italiano questa edizione del testo di J. Solomon Rarey edita nel 1858. Avevo più volte letto qua e là di questo "precursore" dell'Equitazione Naturale... ma mai e poi mai avrei immaginato che fosse lui la fonte principale del fenomeno.
Scoperta folgorante fin dalle prime righe... l'equitazione coniata negli ultimi venti anni, quella che oggi è etichettata come una pratica riferibile ai cosiddetti "sussurratori, doma dolce, equitazione naturale..." (non foss'altro per quel che di magico racchiude), riprende e rielabora TUTTI i concetti citati in questo mini saggio di trenta pagine. Succinto, sintetico ma nondimeno esaustivo, Rarey racchiude nel libercolo tutti i segreti e le problematiche "dolcemente bisbigliate nelle orecchie turbate dei cavalli"... tecnica ed arte, teoria e pratica... espedienti elaborati in funzione di un'Equitazione con la E maiuscola, che già alla metà dell'800, nella patria dei cow-boys (dettaglio non trascurabile), teneva non poco conto e considerazione della reale natura del cavallo e del rapporto di gran lunga "qualitativo" che si poteva ottenere fondando l'addestramento sul rispetto che l'uomo doveva al cavallo e viceversa.
Qualche settimana di lavoro a quattro mani, a tempo perso... e il gioco era fatto!
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"Nell'Arte amo tutto ciò che è bello. Non credo ad una "scuola". Amo tutto ciò che è gaio, tutto ciò che è serio, tutto ciò che è grande. [...] Amo tutto a condizione che ciò che è grande sia veramente grande, che chiò che è piccolo sia piccolo, che ciò che è brillante sia brillante; TUTTO DEVE ESSERE VERO..." |
(da una lettera di G. Verdi al pittore Morelli) |
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www.naturaliter.altervista.org |
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